Unione Parmense degli Industriali

L'impiantistica alimentare parmense, un settore in evoluzione

Conservazione e trasformazione dei prodotti agricoli sono fiori all'occhiello

L'impiantistica alimentare parmense, un settore in evoluzione

La conservazione e la trasformazione del prodotto agricolo alimentare contraddistingue, fin dalla metà del secolo scorso, buona parte dell'economia parmense e rappresenta il primo e più importante impulso all'industria meccanica. Nei quasi cento anni che vanno dal 1860 al 1938 si ha notizia di 99 fabbriche di conserve a Parma e provincia (la prima società conserviera del nostro territorio è del 1874). Agli impianti che trattano pomodoro si sono aggiunti, negli anni, macchinari per il trattamento di vegetali e food machinery per ogni altro uso di filiera (conserve animali, vegetali, ittiche, lavorazione del latte…) e per l'imballaggio. Negli ultimi decenni si è fortemente sviluppata la produzione di impianti per l'imbottigliamento di bevande e conserve.

Nel 1941 Parma ospita per la prima volta la Fiera nazionale delle Conserve, antesignana del moderno Cibus Tec e non è un caso che proprio nella nostra città, che ha saputo porsi quale riconosciuta capitale grazie ad un sistema territoriale ad alta concentrazione di aziende alimentari e meccano-alimentari, si svolga questa fiera biennale della tecnologia alimentare mondiale.

A Parma l'impiantistica alimentare oggi, con oltre 500 aziende presenti sul territorio e quasi 10.000 addetti, vale 2700 milioni di euro e contribuisce per il 15 per cento al fatturato industriale provinciale e per il 17 per cento al fatturato estero.

Da qui si esportano e allestiscono nel mondo stabilimenti alimentari completi, rivolti in particolare alla produzione industriale di salse, succhi, marmellate, bevande, conserve animali ed ittiche e in generale dei prodotti della filiera del settore caseario. Particolarmente attiva è anche l'industria per la produzione di impianti di refrigerazione, imbottigliamento dei prodotti alimentari e bevande e macchinari per l'imballaggio in genere.

Nel 2020, per effetto della pandemia, le esportazioni del comparto impiantistico hanno subito un calo del 14% una variazione che ha interrotto un lungo periodo di crescita delle vendite estere: nel 2019 il settore aveva registrato un incremento dell'export del 5% e le esportazioni valevano oltre il 51% del fatturato del settore.

In questo ultimo anno, i principali mercati di riferimento dell'impiantistica alimentare sono risultati essere: Stati Uniti (con un incremento del 3%), Francia, Spagna, Germania, Cina e Regno Unito; insieme questi mercati valevano il 43% delle esportazioni totali.

Le aziende di questo comparto si caratterizzano per la ricerca costante di nuove soluzioni tecnologiche, una leadership conquistata grazie ad un alto grado di specializzazione delle lavorazioni e degli addetti, alla capacità di proporre macchine “su misura” e alle opportunità derivanti dall'essere in un distretto.

In un contesto così altamente performante la necessità di aggiornare in modo costante le competenze delle maestranze e di reperire risorse umane specializzate risulta prioritaria per restare al passo con l'industria del futuro. Per questo motivo negli ultimi anni è stata sviluppata sul territorio una proposta di formazione tecnica postdiploma, come le Fondazioni ITS Tech & Food e ITS Maker, che è progettata sulle nuove tendenze dell'agroindustria come ad esempio Industria 4.0, sistemi avanzati di tracciabilità, robotica, sensoristica per magazzino e progettazione igienica dei macchinari.

 

POSIZIONE PAESI VALORE (in migliaia) % SUL TOTALE
1 Stati Uniti 166.284 13,7
2 Francia 118.733 9,8
3 Spagna 69.404 5,7
4 Germania 60.655 5,0
5 Cina 59.835 4,9
6 Regno Unito 48.451 4,0
7 Messico 38.213 3,1
8 Arabia Saudita 34.813 2,9
9 Russia 26.233 2,2
10 Brasile 23.808 2,0
Altri Paesi 568.722 46,8
TOTALE 1.215.151 100

SMILE Digital Innovation Hub per una filiera agroalimentare sostenibile

Un progetto lanciato nel 2018 dall'Università di Parma e dall'Unione Parmense degli Industriali

Annamaria Cucinotta. Presidente di SMILE

 

Digitalizzazione e sostenibilità sono i pilastri dei piani di rilancio dell'economia europea e italiana e riguardano da vicino anche il settore agroalimentare: tra PAC, Recovery Plan e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) vi saranno diversi miliardi di euro a disposizione anche dell'ammodernamento del settore agricolo e della filiera della trasformazione. Si tratta di opportunità che difficilmente potranno ripetersi nei prossimi anni con la stessa intensità.

Diventa quindi fondamentale non perdere il treno dell'innovazione. Anzi, nel rispetto di una concezione moderna di Food Valley, che guarda in controluce la tradizione ricercando nuove soluzioni adatte a un mercato che si evolve, appare essenziale riuscire ad affermare Parma come punto di riferimento a livello internazionale, anche per la sua capacità di affrontare il cambiamento. Informatica e meccanica sono divenute interdipendenti, tanto che oggi si parla di “meccatronica”; le macchine e gli impianti generano dati che possono poi innescare apprendimento automatico e previsioni, mentre visione artificiale e robot migliorano il controllo qualità; in entrata e in uscita dallo stabilimento, i muletti si muovono in autonomia e calcolano prelievi e consegne di componenti e prodotti all'interno di magazzini intelligenti.

Fabbriche smart e fattorie smart dialogano per preparare le une i corretti input per le altre, con aumento dell'efficienza dei trasporti e sistemi di controllo e, complessivamente, creando una gestione integrata dell'attività, più sostenibile e anche più sicura. Se esiste già oggi la possibilità di innovare e migliorare i processi dell'impresa agrifood, è fondamentale che questo avvenga da subito, per anticipare la concorrenza internazionale e per salvaguardare il ruolo di riferimento riconosciuto alla nostra provincia in alcuni specifici settori strategici. In termini di impatto ambientale, grazie all'uso di satelliti, droni, sensori e intelligenza artificiale, si possono accumulare dati oggettivi che, una volta processati, mostrano anche com'è possibile utilizzare meno pesticidi, meno fertilizzanti e meno acqua di irrigazione. Ciò si traduce in risparmi per l'ambiente ma anche per il produttore.

Ragionamento analogo può essere svolto per l'allevamento, con monitoraggi che seguono ogni singolo animale e che rivelano la necessità di eventuali cure. Mettendo a fattor comune le competenze dei gruppi di ricerca in ambito ICT dell'Università di Parma e la conoscenza del mondo produttivo assicurata dall'Unione Parmense degli Industriali, nel 2018 ha preso il via SMILE (Smart Manufacturing Innovation for Lean Excellence center) Digital Innovation Hub di Parma, parte della rete europea I4MS – ICT innovation for Manufacturing SMEs. Si tratta di una struttura snella pensata per reperire velocemente competenze tecniche e informazioni su agevolazioni e opportunità in favore delle imprese, e per studiare e implementare soluzioni mirate in base ai fabbisogni e ai singoli casi. Presidente di SMILE è, dallo scorso anno, Annamaria Cucinotta, docente del Corso di Laurea in Ingegneria informatica, elettronica e delle telecomunicazioni del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell'Università di Parma. “Anche il settore food – spiega Cucinotta – vive una fase di grandi trasformazioni e ci sono le condizioni per attivare sfidanti percorsi di innovazione e sostenibilità che, con il Digital Innovation Hub, potranno ricevere forte attenzione in Europa, ad esempio nel progetto SmartAgriHubs che ha già realizzato numerosi esperimenti di digitalizzazione in agricoltura.

I nostri docenti dell'area Food, con cui esiste una stretta collaborazione, ci fanno osservare che, in base alle esperienze internazionali, l'utilizzo di ICT o AI nei nostri territori dovrà essere adattato alle condizioni geografiche e dimensionali caratteristiche del settore; non si tratterà quindi di una semplice mutuazione di quanto è già stato fatto in altri contesti, ma di cercare nuove soluzioni, progettuali ed economiche, per rispondere a esigenze di ecosistemi più frammentati e disomogenei”. “Nell'ambito Industria 4.0 – aggiunge Domenico Carnicella, neoeletto a guida della Consulta delle imprese ICT dell'Unione Parmense degli Industriali (UNICT) e Consigliere di SMILE-DIH – la digital transformation ha già indotto molte aziende all'acquisto di nuovi macchinari interconnessi per rinnovare le linee produttive, anche se non completamente configurati per sfruttarne appieno la gestione dei dati forniti per l'efficientamento dei processi interni e di quelli della propria supply chain.

Tuttavia, come per tutte le innovazioni tecnologiche da introdurre in modo sostenibile, ora è il momento di fare un ulteriore step e progettare nuove fabbriche intelligenti. La missione di UPI e UNICT sarà quella di supportare le aziende del territorio a comprendere ed effettuare progetti innovativi di trasformazione digitale, anche complessi, al fine di raggiungere gli obiettivi previsti dai Piani italiani ed europei, sfruttando tutti i bandi e gli strumenti finanziari a sostegno disponibili”. Le imprese possono contattare SMILE per richiedere l'analisi del loro livello di maturità digitale e per progettare la loro strategia di digitalizzazione tramite il sito www.smile-dih.eu o via mail smile-dih@upi.pr.it